Il rombo dei motori torna a scuotere il Parco di Monza, e con il Gran Premio d’Italia l’attenzione dei tifosi e degli addetti ai lavori si concentra, quest’anno più che mai, non solo sulla pista, ma sul futuro tecnologico del Circus. I nuovi regolamenti sulle Power Unit, approvati per il 2026, segnano infatti un punto di svolta radicale, imponendo un forte ripensamento sull’impiego dell’energia nel Motorsport e, inevitabilmente, sulla mobilità di tutti i giorni.
Le nuove power unit del 2026 prevedono una spinta divisa al 50% tra la parte termica e quella elettrica (350 kW, circa 475 CV), affiancata dall’uso di carburanti 100% sintetici.
Eppure, proprio mentre questa rivoluzione è già “in atto”, nel paddock e tra i tecnici si fa strada un interrogativo importante: è questa la strada definitiva?
L’aggravio di peso dovuto alle batterie maggiorate e le sfide legate all’erogazione di potenza sui rettilinei (con il rischio concreto che i piloti debbano alzare il piede sull’acceleratore ben prima della frenata, o scalare le marce in curva per rigenerare energia) hanno sollevato perplessità, tanto da far circolare voci su possibili “retromarce” o aggiustamenti futuri, riducendo l’apporto elettrico o modificando la capacità delle batterie stesse per evitare che queste nuove monoposto diventino troppo complesse da gestire.
Il nodo italiano: infrastrutture e il costo del “pieno” elettrico
Se la Formula 1 discute sull’equilibrio tra termico ed elettrico per le performance in pista, in Italia la transizione verso l’elettrico si scontra con problemi strutturali ben più terreni, legati alle infrastrutture e ai costi dell’energia.
I dati parlano chiaro: nonostante il numero di colonnine a uso pubblico sia in forte crescita (con un aumento di oltre 17.000 unità nel giro di un anno, superando i 84.000 punti di ricarica nell’estate 2026), i costi di ricarica pubblica in Italia continuano a rappresentare un freno importante.
Per la ricarica delle auto elettriche in Corrente Alternata (AC), i prezzi superano spesso gli 0,60 €/kWh, mentre per la ricarica rapida o ultra-rapida alle colonnine pubbliche ( fondamentali per i viaggi autostradali) le tariffe si impennano, superando agevolmente gli 0,75 €/kWh e sfiorando in alcuni casi la soglia di 1 euro al kWh. In questo scenario il divario di convenienza rispetto ai carburanti tradizionali si azzera.
Il problema ha radici profonde. Da un lato, la rete elettrica italiana sconta ancora una forte dipendenza dalle importazioni e dall’uso del gas per la generazione di energia. A questo si aggiungono criticità legate alla tenuta della rete stessa.
Insieme al tema cruciale del costo dell’energia emerge anche un ostacolo strutturale: manca un’infrastruttura a supporto che sia solida e capillare. L’obiettivo di una mobilità totalmente green viene quindi frenata da un doppio limite: non solo le tariffe energetiche al consumo restano alte da scoraggiare il salto all’elettrico (nonostante i prezzi record di benzina e diesel), ma pesa la mancanza di un’infrastruttura di ricarica adeguata a supportare la vera transizione.
La soluzione non è aspettare, ma autoprodurre
Mentre i vertici dell’automotive e della FIA dibattono sulle prospettive tecniche dei prossimi anni, per i cittadini la necessità di gestire oggi il caro energia è un’urgenza concreta. La chiave per sbloccare questa situazione e prendere il controllo dei costi energetici è l’autoproduzione avanzata di energia rinnovabile.
È qui che l’impegno e le innovazioni di Green fanno la differenza.
Autoprodurre energia non significa necessariamente dover affrontare spese ingenti per installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto e gestirne la conseguente manutenzione. Per i privati e i piccoli utenti energetici, Green ha ideato SeLea Home, la soluzione perfetta per chi desidera energia rinnovabile, stabile e conveniente senza complicazioni.
Attraverso la partecipazione negli impianti dislocati in tutta Italia della nostra Piattaforma SeLea, permettiamo a chiunque di autoprodurre fino al 100% del proprio fabbisogno. Non servono lavori in casa o sul tetto, e non ci sono costi di manutenzione ricorsivi o straordinari. I cittadini diventano “Prosumer” e beneficiano dell’energia pulita autoprodotta.
I vantaggi dell’Autoproduzione con SeLea sono dirompenti:
- Risparmio e stabilità per 25 anni: Partecipando, il costo della materia energia viene “cristallizzato” alla tariffa eccezionale di 2 centesimi/kWh per ben 25 anni.
- Energia costante, 24/7: Grazie al sistema di accumulo equivalente di SeLea, il prezzo vantaggioso di 2 centesimi/kWh rimane invariato indipendentemente dalla stagione o dall’orario in cui si ricarica l’auto o si consuma l’energia in casa.
- Flessibilità totale: Cambi casa? Nessun problema. L’energia che autoproduci “ti segue” ovunque tu vada e mantieni gli stessi vantaggi.
SeLea Home, quindi, può essere utilizzata sia per i costi energetici della propria abitazione e può essere estesa anche alla ricarica della macchina elettrica. In questo modo, la mobilità elettrica, sostenuta da un’energia così conveniente e stabile, smette di essere un miraggio e diventa un vantaggio accessibile per le famiglie italiane.
Prendi il controllo della tua energia
La Formula 1 del 2026 ci ricorda che l’innovazione è in costante movimento, ma che le sfide energetiche non si risolvono solo sulla carta: richiedono soluzioni stabili, infrastrutture pensate per gli utenti e una visione di lungo termine per investire in soluzioni con valore aggiunto misurabile. L’energia per spingere l’Italia verso la mobilità del futuro c’è, ma per renderla sostenibile deve essere prodotta in modo intelligente.
Prendi in mano oggi la tua indipendenza energetica.
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Fonti:
- Sull’impatto tecnico e le perplessità legate alla ripartizione 50:50 (elettrico/termico) FormulaPassion.it e alle dichiarazioni dei team e della FIA in merito alla necessità di valutare modifiche future per semplificare le vetture.
- Sull’organizzazione e le novità del Mondiale 2026, tra cui la centralità di Monza (GP in calendario il 6 settembre) e il debutto delle nuove Power Unit,Sky Sport Italia.
- Sullo stato della rete infrastrutturale in Italia, (vedi l’articolo de La Nuova Ecologia e l’Osservatorio Motus-e), continua a porre sfide economiche per l’utente finale a causa del rincaro delle tariffe pubbliche di ricarica e della dipendenza energetica del Paese (per un’analisi dei costi di ricarica al kWh in Italia, si veda l’Osservatorio Prezzi).


